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L'area di scavo di Apigliano è ubicata nella campagna salentina tra Martano e Zollino. La zona è protetta da una recinzione che testimonia l'avanzare dei lavori di realizzazione del Parco Archeologico di Apigliano, man mano che ci si avvicina si vede crescere la singolare sagoma della Chiesetta di San Lorenzo resa particolare da due grandi ali che sorreggono la facciata.  Le campagne di scavo condotte sul casale dall'Università degli Studi di Lecce hanno riportato alla luce i resti di un villaggio medievale abbandonato di cui si sono ben conservati una fornace per la lavorazione dei metalli che presumibilmente risale al IX - X secolo, centinaia di frammenti di ceramiche, un cimitero con numerose tombe ed una chiesa. La chiesa era ampia circa 50 mq sviluppata su un'unica navata con l'abside visibile chiaramente e sulla cui facciata si aprivano due porte molto vicine tra di loro. Gli interni della chiesa erano riccamente decorati e proprio la raffigurazione di una maglia metallica su uno di questi affreschi ci consente di affermare, con ogni probabilità, che la chiesa era dedicata a San Giorgio, Santo che spesso veniva raffigurato con una spada nel pugno e con indosso una corazza. Le numerose tombe ritrovate nell'antico cimitero di Apigliano sono costituite da una fossa scavata nel terreno, ai cui lati si disponevano delle enormi lastre di pietra, una volta deposto il corpo del defunto all'interno della tomba, questa veniva chiusa con un'altra lastra sempre di grandi dimensioni. La struttura meglio conservata è la chiesetta di Santa Maria o San Lorenzo, nome con cui è nota ai più,che reca sul portale della facciata principale un'iscrizione in greco ben visibile grazie ai lavori di restauro di cui è stata oggetto. La singolare forma della facciata delle chiesetta è dovuta ai due sostegni laterali realizzati intorno agli anni ' 40 per proteggerla dal rischio di crolli.
Le cause che concorsero all'abbandono del casale furono diverse, innanzitutto il ripetersi di calamità naturali che interessarono il territorio salentino nella seconda metà del Settecento, aggravate da una crisi più profonda scaturita dal processo di feudalizzazione della società italiana, avvenuto nell'arco dei secoli XVI – XVII, che in questi territori raggiunse forme tanto esasperate e drammatiche da averlo segnato profondamente. Lo stato di abbandono del casale di Apigliano è testimoniato in un documento del 1706 in cui il casale risultava essere in condizioni veramente precarie con terreni incolti, con la presenza di una sola chiesetta spoglia ed anche la masseria del feudo non presentava particolari arricchimenti e poco bestiame di proprietà. Le motivazioni che spinsero gli abitanti di questo casale alla migrazione verso un nuovo insediamento fu anche la scarsa presenza di acqua in questo luogo e la grande presenza di roccia affiorante. I lavori di realizzazione del parco archeologico interessano l'area dello scavo ormai da alcuni anni e si presume che presto renderanno fruibile al turista questo spazio immerso nel verde della campagna salentina circondato da alberi di ulivo e da una rara pace che fa percepire la sensazione che in questo luogo il tempo si sia davvero fermato al momento in cui il casale venne definitivamente abbandonato. |
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