Le masserie del Salento sono complesse costruzioni rurali comprensive di una porzione piuttosto estesa di terreno coltivabile che costituiva la dote della masseria stessa. Inizialmente la principale occupazione degli uomini che abitavano all’interno della masseria era la pastorizia, in seguito venne praticata anche la cerealicoltura, il vigneto e l’oliveto. Il nome masseria con ogni probabilità deriva dal latino “massa” (ammucchiata di beni) mentre risulta più verosimile l’origine celtica in cui sono presenti due parole “mas” (campagna) e “er” (abitazione). Le origini delle masserie sembra essere longobarda dal momento che il sistema di condurre l’attività agricola era tipica di quel popolo e pare che in seguito all’occupazione bizantina le genti locali mantennero le stesse istituzioni. Infatti i Longobardi classificavano il popolo in “liberi” e “servi” mentre i primi erano signori terrieri, i secondi dipendevano dai signori e si occupavano di condurre le faccende richieste dal governo della casa e dei terreni delle tenuta . I terreni erano proprietà del padrone mentre i “massari” erano coloro che si occupavano della loro coltivazione e i “porcari” erano i servi che accudivano il bestiame.
Le più antiche masserie del Salento sono risalenti al XVI secolo , si trattava di masserie fortezza perché realizzate impiegando accorgimenti che potevano dare possibilità di difesa come la realizzazione di una torre che poteva essere rotonda o prismatica munita di feritoie o piombatoi. L’ingresso con architrave era realizzato con grossi conci di pietra, era era protetto da una robusta porta in legno. Gli ambienti interni avevano una volta a botte, gli ambienti a pian terreno presentavano un tetto dalla tipica volta a stella sul quale era presente una botola attraverso cui si accedeva alle camere al poste al piano superiore, gli ambienti del piano terra erano generalmente destinati alle cucine oppure alla lavorazione del formaggio; mentre quelli del piano superiore erano gli alloggi del padrone, strategici in caso di pericolo perché vi ci si poteva rifugiare rapidamente sollevando la scala a pioli che semplificava l’accesso. A sua volta una botola nel soffitto di questi appartamenti consentiva di raggiungere la terrazza.
Contiguo alla masseria si allargava un cortile detto atrio circondato da mura spesse, addossate alle mura perimetrali vi erano alcuni ambienti destinati al ricovero degli animali. L’esigenza di realizzare della masserie fortificate nel Salento nasce nel XVI a causa della frequenti incursioni turche sulle nostre coste che spesso interessavano anche i territori più interni mettendo a ferro e fuoco i centri abitati e le popolazioni rurali. Le masserie fortificate costituiscono l’esempio più antico di costruzioni rurali erette con funzione di abitativa ma dotata di elementi difensivi. In epoche successive le masserie accrebbero il numero di ambienti, soprattutto con il variare delle attività svolte in masseria, questo implicava anche l’aumento del numero di persone necessarie allo svolgimento dei lavori agricoli. Le masserie di questo periodo constavano anche di capanne per il gregge, stalle per i bovini, locali per la custodia di attrezzi agricoli, magazzini per il fieno, granai, cisterne o pozzo per abbeverare il bestiame, l’aia, il pollaio, spesso la colombaia e l’apiario, raramente disponevano di un tappeto sotterraneo. Ciò determinò il sorgere di veri e propri centri agricoli autosufficienti al sostentamento delle famiglie che via abitavano.
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