Numerose le varianti a cui si piega l’artigianato del legno: l’intarsio, l’intaglio e l’ebanisteria hanno dato vita, nei secoli, a prodotti raffinati destinati all’arredamento o alla decorazione di Chiese e Palazzi. Al di là delle cassapanche e dei mobiletti in legno d’ulivo, il mobilio pugliese non ebbe un suo stile preciso, come, per esempio, quello valdostano o veneziano. Una volta però superata la cultura domestica e campagnola, che ha dato inizio a questo genere di lavorazione, l’ebanista salentino si è affinato in intarsi e decorazioni, diventando una via di mezzo tra il falegname e lo scultore e dimostrando così un gusto, un’accuratezza di esecuzione, che è diventata il vanto di un’intera categoria di artigiani. Fiorente è quindi oggi la produzione artigianale di tale settore, dove la tradizione più remota sta cercando innesti con il gusto contemporaneo. Stanno nascendo da tale incrocio figure professionali ibride di imprenditori-designer-artigiani, gestori di laboratori di falegnameria, progettisti e distributori del prodotto realizzato in quantità limitate. I nuovi manager del legno, ormai lontani dalla vecchia categoria di falegnami, puntano sulla linea e valorizzano le qualità del materiale: spessori, colori, venature. Qualche buon artigiano si può ancora vedere nell’arte dell’intarsio; fiorente tra il ‘400 e il ‘700, secoli nei quali sono stati realizzati i migliori esemplari di cori ed organi, questa tecnica viene usata oggi dall’intarsiatore per realizzare quadri. Più che mai artisti, svincolati da ogni legame con la funzionalità dell’oggetto, gli intarsiatori lavorano di fantasia e perizia; maestri indiscussi dell’intarsio policromo dal quale hanno tratto quasi un’arte pittorica, quella di dipingere con il legno. Ben diffusa in tutto il territorio è la produzione artigianale in legno di oggetti in radica d’ulivo, eseguita da ebanisti e tornitori, dove la lavorazione ha trovato una formidabile spinta nella necessità di realizzare strumenti ed utensili utili per il lavoro quotidiano. Il legno d’ulivo è profumato, nodoso, piacevole al tatto quando è tornito; i tronchi di piccole dimensioni vengono tagliati e scavati per farne ciotole, coppe, vassoi.
(FONTE Consorzio Artigiani della Provincia di Lecce) |