I comuni che fanno parte della Grecìa Salentina sono:
MARTANO Principale centro dell’area ellenofona salentina; sia perché è il centro in cui l’elemento linguistico in è sopravvissuto sino ai giorni nostri che per essere il centro maggiormente pervaso di elementi culturali e tradizioni bizantine. L’influenza bizantina ha avuto effetti che sono ancora oggi osservabili nella pubblica amministrazione locale, nel culto religioso, nel culto religioso , sui costumi e sulla vita delle popolazioni. La posizione geografica del centro urbano di Martano ha limitato i rapporti sociali di queste popolazioni con genti esterne,favorendo una cristallizzazione della propria identità grika e culturale. Martano rappresenta un polo di attrazione per le genti dei comuni circostanti e ciò è dovuto al primato egemonico che ha sempre avuto fin dall’epoca bizantina rispetto ai restanti comuni della Grecìa Salentina. Sebbene la presenza di alcuni menhir sul territorio martanese testimoniano la presenza in questi luoghi di popolazioni preistoriche, presumibilmente i primi insediamenti risalgono all’epoca romana. Importanti testimonianze dimostrano una frequentazione del sito anche nel Medioevo e riconducono anche ad una continuità in epoche successive. L’ipotesi di origine romana del centro urbano di Martano è testimoniata dall’organizzazione del centro storico secondo uno schema tipico romano che prevede la suddivisione del territorio in piccoli isolati della stessa estensione definiti da due strade che si incontrano perpendicolarmente che prendono il nome di cardo e decumano. Le stesse pietrefitte citate prima sono testimonianza della presenza di un tracciato viario romano, essendo state associate ad una limitazione centuariale. Il processo di ampliamento del centro urbano di Martano è stato infine radializzato per giungere all’estensione attuale. La complessità strutturale è stata realizzata a partire da un modulo elementare tipico dell’edilizia grika ,la casa a corte. Le case a corte sono unità abitative plurifamiliari a loro volta inserite in rioni o vicinanze.
CORIGLIANO D’OTRANTO Sull’origine di questo insediamento il dibattito è ancora aperto e vista la varietà delle congetture circa la nascita del sito che taluni studiosi vorrebbero di origine greca, altri di origine romana, altri ancora di origine mitologica, si rende necessaria una dettagliata indagine archeologica al fine di determinarne la reale origine e le motivazioni che spinsero le popolazioni antiche alla scelta del sito. Apparentemente lo studio della struttura viaria del centro storico, anch’esso a partire da un isolato rettangolare, ci riporta allìorganizzazione del centro storico di Martano e ciò fa intuire una comune forma di pianificazione. Ipotesi che, come abbiamo anticipato prima, è ancora al vaglio degli studiosi. Una rilevante testimonianza dell’epoca basialiana è rappresentata dal cenobio dedicato a San Giorgio ubicato a circa due km dal centro abitato. Presumibilmente il popolamento di questo centro avvenne tra la prima e la seconda metà del XVI secolo, sebbene già nel X secolo subì le scorrerie dei pirati saraceni e turchi insinuando nell’animo di queste genti un profondo senso di insicurezza e paura di cui costituiscono una eclatante testimonianza le numerose torri con corti diffuse nella campagna di Corigliano D’Otranto. Dalla ricchezza dei palazzi, dei monumenti e dalla varietà di fregi, affermiamo che Corigliano D’Otranto presenta il livello economico più alto fra i comuni della Grecìa Salentina. L’arco Lucchetti è la testimonianza del periodo di maggior splendore economico e culturale del piccolo centro salentino. Epoca in cui venne edificato anche il castello e la cinta muraria entrambe volute da Antonio De Monte nominato signore di Corigliano da Ferdinando I D’Aragona.
SOLETO Il nucleo di Soleto sorge in un punto strategico rispetto all’asse viario realizzato in epoca romana ed anche in questo caso la struttura del centro storico è riconducibile allo schema viario definito dalle due principali strade romane il cardo ed il decumano. Grazie alla presenza della nobile famiglia Orsini Del Balzo, Soleto divenne uno dei centri più prestigiosi della Terra D’Otranto, tanto che la fine di questa dinastia segnò l’inizio di un periodo di decadenza per la cittadina protrattosi sino ai giorni nostri, come mostra solo il recente processo di espansione edilizia che ha interessato al zona extra muraria. Il processo di crescita economica è stato garantito da una vivace attività artigianale. Di cui costituisce la principale testimonianza l’edilizia domestica . Il nucleo elementare non è rappresentato, come nei centri circostanti, dalle corti plurifamiliari ma dall’abitazione unifamiliare allineata alle abitazioni contigue.
STERNATIA Sebbene Sternatia non occupi un territorio particolarmente esteso è sempre stato un feudo ambito per i numerosi terreni coltivati ad olivo che costituiscono la principale fonte di ricchezza per la popolazione di questo comune. Il centro storico è circondato da una cinta muraria posta a protezione degli abitanti nella seconda metà del Quattrocento a causa delle frequenti incursioni piratesche. Come avvenuto anche per altri comuni della Grecìa Salentina , la presenza bizantina nel territorio di Sternatia ha influenzato in particolar modo la toponomastica, ne è un esempio Porta Filia identificata come porta della Pace e dell’amicizia, la leggenda vuole che attraverso questa porta entrano sempre gli sposi ed escono sempre i morti.
MARTIGNANO Anche questo centro sorge in una zona privilegiata rispetto all’asse viario romano. La posizione strategica non ha reso necessaria la realizzazione di opere di fortificazione del centro storico. Ciò ha rappresentato un grosso limite allo sviluppo demografico della cittadina salentina soprattutto perché il feudo non occupa un territorio particolarmente esteso, fornendo così poco lavoro per la manodopera cittadina. Gli edifici di interesse storico sono la Chiesa Parrocchiale del 1541; il Palazzo Baronale, la Chiesa di san Giovanni Battista, la Chiesa di San Pietro e la Chiesetta di San Domenico, ubicata nel complesso del Palazzo Baronale. L’edilizia domestica è più ricca rispetto a quella dei comuni limitrofi, come si evince dalle abitazioni spesso corti unifamiliari che testimoniano l’alto livello economico del paese. Luogo fondamentale per la vita sociale del paese è da sempre il Largo Pozzelle, una zona di particolare depressione del terreno che funge da punto d’incontro per la gente del luogo e proveniente da altri comuni.
MELPIGNANO Uno dei due centri definiti di grecità estinta. Piazza San Giorgio rappresenta un luogo privilegiato per l’acquisto di prodotti agricoli, grazie alla vivacità commerciale che lo ha caratterizzato, dovuto soprattutto alla fertilità circostante che al carattere socievole della popolazione. Il centro storico venne provvisto, in epoca medievale, di una cinta muraria della quale sono pervenute poche testimonianze. La ricchezza dell’edilizia abitativa è l’espressione della ricchezza economica della cittadina di Melpignano.
CALIMERA Si presenta come un casale aperto, provvisto in epoca antica unicamente di alcune case torre a difesa dalle invasioni e ubicate nella zona circostante la piazza. La struttura del centro e della piazza ci riportano alle antiche pianificazioni architettoniche delle città greche, in cui era possibile identificare un centro detto agorà dal quale di ramificavano le strade definendo rioni e vicinati. Per secoli il centro di Calimera è coinciso con un rilevante nodo viario del tessuto romano perché punto di incrocio tra la strada proveniente da Roca Vecchia e quella che conduceva a Soleto e Nardò. La fertile campagna circostante ed il ricco territorio di Calimera hanno consentito alla popolazione di godere di un tenore di vita alto che si rifletteva anche sull’edilizia che presenta i caratteri dell’essenzialità adornata da delicati portali.
ZOLLINO Inizialmente si presenta come un casale aperto organizzato intorno ad un luogo di culto e alla dimora baronale. Per estensione è il minore dei comuni della Grecìa Salentina. Di conseguenza un’agricoltura di sussistenza ha frenato lo sviluppo demografico di questo comune. Secondo gli studiosi l’origine del centro urbano di Zollino è da attribuirsi agli abitanti del vicino Casale di Apigliano che fu, presumibilmente, abbandonato a causa della poca fertilità dei terreni e la scarsità d’acqua. L’edilizia abitativa è basata sulle case a corte, ciò rappresenta una continuità con gli altri comuni della Grecìa Salentina.
CASTRIGNANO DEI GRECI Il centro è qualficato dall'industriosa attività degli abitanti, dediti, oltre che allartiginato, al commercio di tessuti ed è caratterstico per l'aggregato edilizio più antico che esibisce molteplici ed espressivi esemplari di architettura spontanea e colta riferentisi ai sec. XVI-XVIII. Su di essi emergono la mole del palazzo baronale ristrutturata nel Seicento su di un preesistente fortilizio, di cui sopravanza il basamento dai muri a scarpa, e l'Ottocentesca parrocchiale, le cui tele sono autografi lavori del pittore foggiano Saverio Altamura. Del passato è testimonianza la cripta bizntina di Sant'Onofrio del sec. VI, del tempo cioè in cui i calogeri basiliani cercarono scampo nel Salento e si rifugiarono nelle cripte scavate nella roccia, che divennero poi centro della comunità e delle manifestazioni di carattere religioso.
CARPIGNANO SALENTINO Se dell'eredità bizantina non conserva più il dialetto griko, e remota è ormai la caduta del rito greco, custodisce però nel profondo della pietra sui ci banchi poggiano le fontamenta delle case un'importante reliquia di quel civile passato, l'ipogea cappella delle SS Marina e Cristina, che fu la cripta nella quale si raccolse la comunità di lingua e di rito bizantino del piccolo centro che, negli anni 1377-1378, venne munita di una torre di cui rimane la sola memoria epigrafica. La cripta medievale è un antro umido e buio nel qlae non è riconoscibile l'originaria struttura e si compiange la sorte che ha danneggiato i pregevoli affreschi a ragione considerati "gli incunaboli della pittura medioevale" della regione. Sono, tuttavia, visibili il Cristo in Maestà e l'Annunciazione della Vergine, che il prete Leone e sua moglie Crisoleasi commissionarono al pittore Teofilatto nel 959, un secondo Cristo in Maestà, dovuto al pittore Eustazio che lo eseguì nel 1020, epoca a cui risale anche la Vergine col Bambino.
CUTROFIANO Fu uno dei centri ellenofoni e di rito greco inserito nell'area della Grecìa Salentina, ma di quel passato non conserva alcuna reliquia e il trecentesco codice con testi liturgici è di disciplina ecclesiastica che quivi fu venduto nel Seicento è ora conservato nella biblioteca ambrosiana. Affidata parimenti ai ricordi del passato è la rinomata razza di cavalli che, quivi introdotta dai duchi Filomarino, in Cutrofiano ebbe nel sec. XVIII il principale centro di allevamento. Attivo centro manifatturiero di terrecotte e di ceramiche di ordinaria qualità, Cutrofiano conserva settecenteschi edifici, tra i quali il palazzo Filomarino. Nella parrocchiale è conservata la pala della Vergine col Bambino e i SS. Francesco d'Assisi e Gennaro, di Francesco Solimena.
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