L’affascinante mistero che circonda le costruzioni megalitiche del Salento, e non solo, rimane sino ad oggi ancora irrisolto. Le ipotesi circa l’origine dell’architettura megalitica sono innumerevoli e le più disparate, la più attendibile giustificherebbe l’esistenza di questi costruzioni litiche con una funzione sepolcrale sebbene i dolmen abbiano restituito pochi scheletri. Il merito della realizzazione dei primi esempi di megalitismo viene attribuita all’uomo di Neanderthal , il fenomeno è stato in seguito interessato da un processo di espansione e diffusione che ha consentito la sopravvivenza del culto delle pietre sino alla nascita della Chiesa. Per comprendere le contingenze storiche e le logiche culturali che spinsero le popolazioni antiche a realizzare questo genere di monumenti si rende necessaria un’analisi dell’architettura e delle tipologie di monumenti che appartengono al megalitismo. Le forme di megalitismo sono relativamente poche. Nel caso del menhir, ci troviamo di fronte ad una colonna monolitica, cioè costituita da un’unica pietra di altezza non definita. Spesso sono isolati ma è possibile anche ritrovarli organizzati in gruppi dando origine a degli allineamenti, tracciando una linea ideale che tocchi ogni punto identificato dal menhir si originano delle figure, alcune figure definite prendono il nome di cromlech. Infine i dolmen sono costruiti da lastroni di pietra giustapposti. Il fenomeno del megalitismo è eterogeneamente diffuso in tutto il territorio della Puglia con delle zone di maggiore concentrazione di dolmen e menhir soprattutto nella penisola salentina. I menhir del Salento sono molto simili tra di loro specie nelle costruzioni a forma quadrangolare. I dolmen Salentini presentano un’orientamento preferenziale Est- Ovest e dispongono di una sola cella. Intorno i monumenti megalitici pugliesi sono nate numerose leggende frutto soprattutto della fantasia popolare che arricchiscono la letteratura folkloristica ma che non risolvono in alcun modo l’enigma sulla loro origine. MENHIR
I Menhir sono una poesia al sole, immagini totemiche di tipo megalitico, infissi nella roccia ed orientati astronomicamente sono espressione di culti solari e di riti legati alla fecondità della terra. Il termine Menhir, o “Pietra Fitta” termine utilizzato dallo scienziato COSIMO DE GIORGI, significa “Pietra Lunga”, ed è il primo monumento culturale dell’uomo. Nel Salento vivono un centinaia di Menhir, i più belli del mondo: ZOLLINO: la città della storia, e GIURDIGNANO: il giardino megalitico d’EUROPA, alcuni esempi. Il Menhir più alto d’italia è il San Totaro (metri 5,20) a MARTANO. Già luoghi di culto furono utilizzati nelle epoche successive, come punto di riferimento viario e per le centuriazioni romane e successivamente cristianizzati con l’apposizione o l’incisione di croci.
DOLMEN
I Dolmen sono camere funerarie di tipo megalitico costituite da più ortostati infissi nel terreno e da una lastra di copertura monolitica. Il termine Dolmeri, tratto dall'antica lingua bretone, significa "Tavola di Pietra". Essi erano utilizzati come sepolture multiple di inumati in posizione fetale. I Dolmen salentini mancano del dromos e sono databili pertanto a partire dal VI-V millennio. Il Dolmen rappresenta il primo esempio, di architettura con caratere di culto, espressione del cercato rapporto con una dimensione ultraterrena che umanizza la nostra specie. Notevoli presenze dolmeniche a MAGLIE, MELENDUGNO, MINERVINO, GIURDIGNANO, GIUGGIANELLO.
SPECCHIE
Le specchie neolitiche erette sulle alture delle Serre Salentine, accumulando pietre di grandezza omogenea, costituivano i luoghi di avvistamento diurno e notturno del sapiens-sapiens cacciatore. Preposte all'orientamento territoriale, assumono anche importanza in riferimento a riti solari, con elementi aggiunti di tipo circolare. Lo sciamano piumato di OTRANTO propone, da una specchia, il suggestivo rito della nascita del sole. Attualmente sono in buono stato di conservazione circa quaranta Specchie; le più belle nei centri salentini di ZOLLINO, MARTANO, RUFFANO, TAURISANO e PRESICCE. Evolvono in specchie dolmeniche, un aspetto notevole della civiltà megalitica preparatoria della magnifica civiltà messapica. L'UOMO DI NEANDERTHAL Numerosi reperti neanderthaliani sono stati trovati nelle seguenti località: GROTTA DI CAPEL VENERE (Nardò), GROTTA DEL CAVALLO (Nardò), GROTTA DELLE TRE PORTE (Leuca), CATTIE (Maglie), ULUZZO (Nardò), GROTTA DEL BAMBINO (Leuca), GROTTA DELLE MERAVIGLIE (Lecce). TEMPLI NEOLITICI DELL'ACQUA Il crescere delle temperature medie (che determinano la desertificazione del Nord-Africa) ed il mutare delle condizioni idrogeografiche porta la religiosità neolitica al culto dell'acqua. Incredibili templi dell'acqua sono presenti nell'area salentina.
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