Una particolare elaborazione dello stile barocco e dell’architettura del periodo settecentesco è evidente nel Salento nella zona di Lecce in particolare, tanto da essere definita barocco leccese. Le cave locali forniscono una pietra calcarea particolarmente duttile, l’impasto compatto e dal colore caldo e dorato, che consentì di sviluppare decorazioni più fini, eleganti ed elaborate. I luoghi di estrazione di questa pietra sono concentrati nell’area ad est di Maglie (nei territori di Cursi e Melpignano) e sulla Gallipoli- Alezio anche se l’intero Salento è disseminato di questi giacimenti. Il centro di Lecce è il luogo dove è riscontrabile la maggiore densità delle opere classificabili secondo questo stile anche se il fenomeno si diffuse in tutto il Salento, infatti tutti i centri storici della provincia furono realizzati con questi conci.
Piazza Duomo a Lecce è il monumento più rappresentativo della città di Lecce e del barocco leccese, più in generale, dove troviamo la Chiesa con il campanile dell’architetto Giuseppe Zimbalo, il palazzo vescovile e il palazzo del seminario attribuiti a Giuseppe Cino, al quale viene attribuita anche la Chiesa di Santa Chiara. L'altra massima espressione del barocco leccese è la Basilica di Santa Croce iniziata nel 1353, ma il suo mecenate, Gualtiero VI di Brienne morì tre anni dopo. I lavori ripresero solo nel 1549 grazie agli architetti leccesi, Gabriele Riccardi, Giuseppe Zimbalo e Cesare Penna e alla collaborazione di numerose maestranze di intagliatori e scalpellini.
La dominazione spagnola che seguì quella aragonese produsse influssi anche sulle arti favorendo la l’introduzione di forme innovative tese a sorprendere la vista e caratterizzato da un forte dinamismo oltre che da un’esagerazione del decoro. Nell’arte pittorica sono degne di nota le opere di Giuseppe Ribera, noto come lo Spagnoletto; Giovan Andrea Coppola e Giovan Andrea Catalano, tutti e tre originari di Gallipoli. Le opere architettoniche del XVI secolo sono diffuse in molti centri del Salento. In questa particolare elaborazione dello stile barocco la linea semplice, che aveva caratterizzato l’architettura cinquecentesca, si contrappone alla curva elaborata. Le facciate degli edifici sono arricchite da elementi architettonici innovativi e caratterizzanti del genere come targhe, cartocci, grifi, maschere e festoni, rosoni particolarmente elaborati, che interessarono dapprima la facciata degli edifici per estendersi infine anche ai capitelli e ai portali.  Con l’avvento dell’arte barocca numerose opere medievali e rinascimentali furono irrimediabilmente deturpate e sfigurate. Gli effetti sono visibili ancora oggi sulle cattedrali di Otranto, Nardò, Oria, Taranto e Copertino. I critici d’arte dividono questa corrente artistica in due periodi: una prima fase in cui sono ancora presenti contenuti residui della tradizione classica ed una seconda fase in cui il barocco sfociò nell’eccesso del decoro.
|