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CASTELLO Sorto in epoca normanna-sveva, venne ampliato e ingentilito dagli Angioini. Si presume che tra queste mure nacque Isabella Chiaromonte, figlia di Tristano e Caterina Orsini del Balzo, che divenne regina di Napoli. L'imponente struttura militare che appare ai nostri occhi fu realizzata nel 1540 secondo i canoni architettonico-militari imposti dalla scoperta della polvere da sparo. Il progetto è opera dell'architetto militare Evangelista Menga che lo eseguì per volere di Alsonso Castriota. Gli imponenti bastioni lanceolati e il fastoso portale rinascimentale sono, quindi, le principali attrattive esterne. Dal suggestivo atrio interno si ha una completa veduta del maschio angioino. Il Castello di Copertino è iuna delle massime espressioni di architettura militare presenti nel Salento. |
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CHIESA CONVENTO DEI CAPPUCCINI La chiesa e il convento dei frati Cappuccini furono costruiti nel 1590 lungo la via per Leverano. Attualmente, le alterne vicende che hanno interessato la dimora di questi frati, sembrano blindate tra un le mura di un opificio. Pertanto, ciò che resta di questa antica dimora sono solo alcuni lembi di affresco, peraltro nemmeno visitabili essendo inglobati nel predetto opificio privato. Dal 1866 la fabbrica venne lentamente stravolta nei suoi originali profili architettonici, tipicamente cappuccini fino a renderla irriconoscibile. |
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TORRE CAMPANARIA Costituisce una parte di un ambizioso piano d'intervento a favore della chiesa Matrice voluto dal clero e dall'Universitas e durato circa vent'anni. Il primo documento che attesta la costruzione di questa torre risale al 1588. Alta 35 metri, la torre ha base quadrata ed è suddivisa in due ordini: il primo caratterizzato dalla semplicità volumetrica, il secondo da una forte incidenza scultorea. E' costituita da poderosi setti murari interamente realizzata con conci in calcarenite. |
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CHIESA DI CASOLE I primi documenti che attestano l'esistenza di questo casale risalgono al 1274. Tuttavia, l'agglomerato rurale, distante dalla Cittadella circa tre miglia , era sorto prima dell'anno Mille ad opera dei monaci bizantini la cui presenza consentì lo sviluppo di un villaggio pressochè autonomo. Saccheggiato e distrutto sul finire dell'anno Mille, in epoca normanna divente un importante comprensorio feudale attraversato da un'asse viario che collegava i centri a nord della Cittadella con l'antica Neretum. Distrutto successivamente in seguito alle persecuzioni iconoclaste, si ripopolò agli inizi del '500 e i pochi abitatori si raccolsero intorno al monastero di S. Maria di Casole. |
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CHIESA E CONVENTO DEI DOMENICANI Il complesso dei Domenicani fu fondato extra moenia col titolo di "Santa Maria dell'Idria (Odegitria = colei che conduce) sul luogo di un'antichissima cappella ai margini del bosco Idri.La chiesa, ricostruita per ben due volte in seguito a crolli accidentali fu puntualmente ricostruita ma ad ogni ricostruzione si perdevano le tracce della sua originale struttura. Al suo interno si conservano ancora due pregevoli altari barocchi, uno eretto dall'antica famiglia Lezzi-Morelli e l'altro dalla famiglia D'Ambrosio, un interessante affresco raffigurante "la Pietà", una grande tela del 1612 di G. Domenico Catalano raffigurante la Vergine del Rosario. |
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CHIESA MATRICE La Collegiata è una tra le chiese della Diocesi di Nardò più ricche di storia. Essa rappresenta lo scrigno della storia religiosa e civile di Copertino. La costruzione fu iniziata da Goffredo il Normanno nel 1088 e terminata nel 1235 da Manfredi di Svevia il quale la dotò di numerosi privilegi elevandola a Basilica con il titolo di Vergine delle Nevi.La struttura che oggi si vede è la sintesi di diversi rifacimenti avenuti nel corso dei secoli. Tra i più importanti risulta il pentagonale vano absidale realizzato nel 1576 dal clan del mastro neritino Francesco Maria Tarantino. La cinquecentesca torre campanaria addossata al presbiterio fu terminata nel 1597. |
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MONASTERO E CHIESA DI SANTA CHIARA Le vicende di questo monastero sono datate 1545. L'edificio fu voluto da Alfonso Castriota. In epoca settecentesca la dimora fu ampliata ulteriormente ed il suo interno opportunamente decorato con stucchi per volontà di mons. Antonio Sanfelice, vescovo di Nardò. La ricostruzione seicentesca di tutto il complesso, specialmente della chiesa, ha cancellato le fasi precedenti; pertanto, quello che oggi abbiamo sotto gli occhi è un edificio barocco per altro di scarsa originalità. Dal 1826 e fino a pochi decenni orsono, la chiesa fu sede della Confraternita di S. Salvatore e Morti. |
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SANTARIO DELLA GROTTELLA Intorno alla metà del XVI secolo, in una grotta a qualche chilometro dal centro abitato, fu rinvenuta tra i cespugli, l'icona di una Madonna bizantina. Nel 1577, mons. Cesare Bovio fece edificare l'attuale chiesa ad unica navata con tre altari per lato. Sull'altare centrale nel '600 fu incastonato l'affresco ritrovato della Vergine. nel 1613 i francescani entrarono in possesso della Grottella e nel 1618 dettero inizio alla fabbricazione di un convento, che aggregarono a quello di San Francesco intra moenia.Nel 1753 fu dotato della prima statua in cartapesta raffigurante San Giuseppe da Copertino e vennero costruiti eleganti altari barocchi. Nella chiesa, ad un'unica navata coperta a volta, si possono ammirare interessanti opere d'arte tra cui una tela seicentesca raffigurante S. Antonio da Padova di Antonio Donato D'Orlando e pregevoli statue in pietra leccese. |
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SANTUARIO E STALLETTA DI SAN GIUSEPPE Il 17 giugno 1603, in una stalla a ridosso delle mura del paese, nacque Giuseppe Maria. La struttura, le cui pareti verticali erano realizzati da conci informi, aveva il tetto a capanna coperto con canne e tegole e al suo interno conteneva un camino, oltre a due vani di accesso. In un angolo, a sinistra entrando dal vano principale, Franceschina partorì Giuseppe Maria (che diverrà San Giuseppe da Copertino). Nel 1625 Giuseppe fu accettato come chierico e affiliato al convento della Grottella dove fece il suo anno di noviziato e nel 1627 emise la professione religiosa. Il 30 gennaio di quell'anno mons. Girolamo De Franchis, vescovo di Nardò, gli conferì la tonsura e gli Ordini Minori. Il 27 febbraio, senza esami, fu ordinato suddiacono. Il 20 marzo passò al diaconato dopo aver tenuto un esame che sbalordì tutti. Per un anno si preparò all'ordinazione sacerdotale che di fa fatto avvenne nella parrocchiale di Poggiardo il 18 marzo 1628. La sua povertà, ma soprattutto la fama dell'indiscutibile carica umanitaria, la sua eccezionale fede religiosa e i suoi prodigi superarono i confini cittadini e quelli provinciali. La sua prima levitazione è documentata il 4 ottobre 1630. La sera del 18 settembre 1663 il suo volto cominciò a risplenedere. Un quarto d'ora prima di mezzanotte chiuse la vita terrena con un lungo ineffabile sorriso. Il 16 luglio 1767, anniversario della canonizzazione di San Francesco d'Assisi, Clemente XIII lo proclamò Santo. Nel 1754, un anno dopo la sua beatificazione, l'Universitas di Copertino come atto di devoto omaggio al suo concittadino più illustre decise di costruirvi l'attuale santuario inglobandovi la stalletta. |
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CRIPTA DI SAN MICHELE ARCANGELO La struttura della cripta risale al 1314, epoca in cui regnava Roberto D'Angiò e il casale di Copertino faceva ancora parte dell'area ellenofona salentina. La costruzione dell'ipogeo, avvenuta due secoli dopo la persecuzione iconoclasta, dovette assolvere non solo funzioni cultuali, ma anche quelli di sicurezza in epoca in cui il territorio veniva funestato da scorrerie piratesche e da bande di mercenari sicchè, nel momento del pericolo, monaci e fedeli potevano trovarvi rifugio. La cripta è ricca di affreschi "bizantineggianti" e non più bizantini dove il movimento e la drammaticità scenica di alcune figure sono assai lontane dall'impersonalità che emerge dai dipinti realizzati nei secoli precedenti, la cui connotazione prevalente fu quella di una piatta frontalità e di una statica ieraticità. |
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FRANTOI IPOGEI I frantoi ipogei di Copertino furono realizzati fuori dal perimetro murario, in zone il cui sottosuolo si presentava composto di calcare sabbioso duro. Ma, il motivo principale per cui questi manufatti furono scavati appena fuori le mura, fu quello igienico-sanitario. A Copertino, nel '500, erano attivi 11 frantoi ipogei. Di alcuni di loro conosciamo la denominazione: "trappito sotto il Castello, trappito Piccolo, trappito delle Decime, trappito dello Basilio, trappito delle Sceminale, trappito del Lago Rosso, trappito della Cisterna della corte, trappito delle Mendule, trappito delli Morello". Di generazione in generazione questi manufatti giunsero pressoché attivi fino al XIX secolo. |
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