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IL CASTELLO - Residenza dei Castromediano-Limburg Intorno alla seconda metà del XV secolo venne eretto il nucleo originario dei palazzo marchesale che. nel tempo, subì non pochi rifacimenti e aggiunte strutturali tali da configurarlo inequivocabilmente come struttura fortificata. L'ingresso, rivolto verso settentrione, è quattrocentesco, mentre la facciata merlata col bastione risale al XVI secolo e così pure il lato che volge ad est e un altro corpo architettonico, a due ordini, che prospetta sulla piazza. Del secolo successivo è il lato nord della residenza, ove si notano arcate di rafforzamento statico. L'interno del palazzo dimostra i segni degli interventi effettuati nel tempo; tanti sono gli ambienti vasti e decorati, con evidente prevalenza del gusto barocco, soprattutto nella galleria che Cosimo De Giorgi ed altri studiosi, tra cui il Garrisi, considerano come una delle più belle sale delle residenze patrizie della provincia di Lecce, degna di un vero castello. |
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EX CONVENTO DEI PADRI DOMENICANI Il convento e la contigua chiesa conventuale furono costruiti tra il 1626 e il 1635, per volere del marchese Francesco Castromediano e della consorte Beatrice Acquaviva d'Aragona. I due edifici furono donati ai domenicani, così i Cavallinesi alla devozione per la Madonna del Monte aggiunsero il culto verso San Domenico di Guzmàn. La Chiesa conventuale fu eretta su di una cappella basiliana. Nel pavimento della chiesa, infatti, si aprono due botole (ora chiuse da grate metalliche) le quali, mediante due scalette, permettono l'accesso alla cripta. Ciò fa pensare che intorno al Mille, la gente di Cavallino godette della guida religiosa e dell'influenza culturale bizantina dei monaci basiliani, sacerdoti cristiani di rito greco. |
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POZZO DI SAN DOMENICO Nel 1636 la marchesa donna Beatrice Acquaviva d'Aragona, moglie di Francesco Castromediano, donò ai Cavallinesi un'opera di pubblica utilità, un pozzo fatto scavare nel piazzale di fronte la Chiese Madre. Su di esso fece erigere un parapetto e quattro colonnine a sezione quadrata per collocarvi la statua in pietra di San Domenico di Guzmàn, cui era profondamente devota. Si narra che da quel pozzo le donne del paese attingevano un'acqua sorgiva pura e fresca, mentre dai pozzi delle case situate alle spalle della statua del Santo scaturiva un'acqua densa e salmastra, quasi imbevibile! |
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CHIESA MADRE DI MARIA SANTISSIMA ASSUNTA I Cavallinesi verso il 1630 diedero avvio alla costruzione di una nuova e più grande Chiesa Madre. La chiesa di Maria SS. Assunta sorse su un piano rialzato per evitare i periodici allagamenti della zona bassa del paese. La costruzione è a una navata coperta da volta a crociera; un transetto, che si allunga in due bracci longitudinalmente opposti, dà alla pianta complessiva la forma di croce latina. Attiguo alla chiesa parrocchiale, nell'anno 1787, il marchese Gaetano Castromediano fece erigere dall'architetto Caiaffa da San Cesario di Lecce il campanile, il più alto dei villaggi circonvicini, e un secolo più tardi, nel 1893, l'Amministrazione Comunale dell'epoca fece impiantare, in alto sulla terrazza della chiesa, un orologio meccanico. |
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CAPPELLA DELLA MADONNA DEL MONTE La nascita e costruzione di questa Cappella è legata ad una leggenda, la radice storica della leggenda può essere rintracciata nella lotta iconoclastica che ibnfuriò tra il sec. VIII e il sec. IX d.C.. Probabilmente un abitante della zona, per paura di essere punito, sotterrò la lastra con l'immagine della Madonna con Gesù bambino, che, alcuni secoli dopo, fu casualmente rinvenuta da un contadino. Fu costruita una cappella nel luogo del ritrovamento, ma, con il tempo, andò in rovina e, intorno alla metà del secolo XVII, venne sostituita con una nuova, più vicina alla via per Lecce, in modo che la Madonna, protettrice del paese, potesse essere vista e salutata dai devoti passanti. Verso la metà del XIX sec. fu costruito il cimitero comunale nelle vicinanze del santuario, che da allora divenne anche la cappella del cimitero. |
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MUSEO DIFFUSO L'insediamento messapico di Cavallino è racchiuso all'interno di una grande opera di fortificazione. Le mura abbracciano un'area di circa 69 ettari di terreno ed hanno uno sviluppo di 3100 metri. Le strutture antiche sono costruite sul banco di calcarenite (la cosiddetta pietra leccese) in gran parte affiorante, nel quale è scavato il fossato, largo in media 3,50 metri e profondo 2,50, che costituiscono allo stesso tempo l'area di cava per l'estrazione dei blocchi con cui è realizzata la fortificazione. L'impianto della città arcaica, a cui appartiene la fortificazione, si sovrappone ad insediamenti di epoca precedente. |
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CASINA VERNAZZA Il recupero ed il restauro della vecchia Casina Vernazza, al centro di un nuovo grande parco e di un'area dotata di un grande palcoscenico destinato a spettacoli teatrali, musicali, cinema didattico ed a spettacoli teatrali nelle loro più varie espressioni, sono il coronamento di un grande obiettivo dell'Amministrazione Comunale. |
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MENHIR DI USSANO Il Menhir di Ussano, di competenza del comune di Cavallino, dista 5 km dal paese ed è prossimo a Galugnano. Questo si presenta alto m.2,50 con sezione ottagonale, lavorazione che probabilmente ha una collocazione cronologica più tarda, giustificata dal voler conferire ai menhir la funzione di "osanna", colonne votive del culto cristiano. |
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LA SPECCHIA SENTINA La Specchia Sentina, la più grande presente a Cavallino, insiste all'interno della cinta muraria pertinente all'insediamento messapico, le cui rovine si mostrano tutt'intorno. Quale fosse la sua funzione delle Specchie all'interno di un centro già evoluto sul piano dell'organizzazione urbana, è tuttora oggetto di ipotesi e di studi. Il grande cumulo presente nel podere Sentina ha base ellittica e misura m.34 sull'asse maggiore e m.21 sul minore con altezza di m.3. (Altre specchie di dimensioni minori sono visibili nei fondi Fico, Profico, Canne, Culumbi, ed in altri ancora).
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