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CHIESA DEI MARTIRI oggi CHIESA SAN FRANCESCO Un'antica tradizione racconta di un'edicola, con affresco della Madonna, esistente nel 1400 poco fuori dal casale, davanti alla quale cadde il busto acefalo del conte Giulio Antonio Acquaviva, nel febbraio del 1481. A ricordo si eresse sul luogo la Chiesa che prese il nome di S. Maria dei Martiri, con riferimento all'eccidio di Otranto del 1480. L'affresco dell'edicola fu trasferito nella Chiesa e ancora oggi si trova non ben conservato, sotto la tela della Madonna. È opinione diffusa che a costruire la cappella sia stata la nobile fami-glia Acquaviva di Conversano alla fine del 400, in memoria del conte. |
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CHIESA PARROCCHIALE DI SAN GIORGIO MARTIRE La prima pietra dell'attuale Chiesa, che domina imponente la parte meridionale di piazza S. Giorgio, viene posta nel dicembre 1848 e viene consacrata il 3 settembre 1851. La chiesa fu eretta con il concorso massiccio dei fedeli e soprattutto della famiglia Papaleo, di cui si conserva un sontuoso palazzo. La Chiesa è ritenuta architettonicamente notevole, pur realizzata secondo canoni artistici non uniformi, specie negli altari minori. La chiesa ha tre navate delimitate da dieci colonne (di cui quattro inglobate nei muri), il pavimento, inizialmente in mattoni, viene poi rivestito in "tavelloni " marmorei . Nella facciata rivolta a tramontana si aprono tre ingressi, il maggiore dei quali, posto centralmente, ha il doppio portale in legno (devozione di P.le Amoroso e V.za Bandello). |
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CHIESA MATER DOMINI Un frate francese esperto di arte orientale, venuto nel Salento a studiare i residui della presenza bizantina, datava la parte absidale della cappella di Mater Domini tra l'XI ed il XII secolo. L'interno, per l'incoscienza di quanti hanno affidato a mani inesperte i suoi tesori, appare profanato a più riprese da imbelli decoratori - restauratori. Tutta l'iconografia rimanda alla manieristica pittorica bizantina ben diffusa nel meridione. La chiesetta è la riprova testimoniale del legame culturale e religioso della nostra terra col mondo orientale. |
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CAPPELLA CROCIFISSO DETTA CALVARIO La cappellina, come si presenta oggi viene fatta risalire agli albori del XX sec., sorta sulla scia dei fervori religiosi che solitamente accompagnano i periodi di attività missionaria. E'una "piccola cappella dedicata al SS. Crocifisso detta comunemente Calvario". Un vecchio documento (archivio vesc. Otranto) riporta una tradizione secondo la quale, nel 1700 il parroco D. Pellegrino De Donatis ebbe visione di una cisterna con all'interno, affrescata, l'immagine del Crocifisso e gli strumenti della Passione; gli scavi, immediatamente praticati, confermarono la visione del Sacerdote. L'acqua della cisterna di cui era ignota l'origine, operò vari prodigi, rivelandosi salutare soprattutto per le malattie dell'epidermide. |
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