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CHIESA DELL'ANNUNZIATA Rifatta alla fine del 1500 su una fabbrica medioevale e, in seguito, rimaneggiata e decorata. Anche se molti studiosi datano l'impianto della Chiesa intorno al 1200 - 1400 , altri come Cosimo De Giorgi e l'ispettore delle Antichità e Belle Arti, hanno ritenuto che la sua fondazione fosse da collocarsi in epoca normanna ( XII e XIII secolo). Situata nel cuore dell'antico borgo sarebbe, comunque, un rifacimento del XVI secolo di una costruzione medioevale. |
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CHIESA DI SANT'ANTONIO ABATE Se ne parla nel 1640, quando il vescovo Pappacoda la trovava in cattivo stato, però passò un secolo prima che fosse di nuovo citata. Fu infatti ricostruita dall'Università nel 1744 con il nome di S. Antonio di Vienna. |
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CHIESA MATRICE MARIA SS ASSUNTA L'edificio sacro esisteva, con il titolo Santa Maria delle Grazie, già nel 1581. Tra il 1720 ed il 1747 fu avviata la costruzione del campanile a torre, con tre ordini, terminata nel 1800. Nell'edificio erano presenti, sotto gli altari nove sepolcri, fra i quali uno per il Marchese di Arnesano; tuttavia agli inizio del secolo XIX si riscontrava "un cemeterio a parte, attaccato alla Chiesa Matrice" (quello rinvenuto nel 1995 sotto il Calvario). |
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CAPPELLA DI SANTA MARIA DI MONTEVERGINE Sorge a tre chilometri da Arnesano, in agro di Lecce. La sua costruzione risale al 1635 quando il luogo era territorio di Arnesano. Il tempio mariano, di semplice fattura, è punto di riferimento per gli abitanti del paese che tradizionalmente ogni Lunedì dell'Angelo vi si recano in pellegrinaggio per onorare la Vergine, ma anche per consumare "lu riu" nelle campagne intorno. |
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PALAZZO DI SELVAGGIO GUARINI E' una delle poche testimonianze dell'edilizia cinquecentesca. Il palazzo di Selvaggio Guarini, di antica e nobile discendenza, uomo d'arme e Sindaco di Lecce per il biennio 1575-76, che scelse di eleggere in Arnesano la propria residenza, da una descrizione del 1670 risultava essere una "casa consistente in curte, camera, stalla, forno...". |
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L'IDOLETTO Il più importante reperto archeologico emerso dal nostro sottosuolo è la tomba con l'idoletto tardo-neolitico, databile al 2400 a.C., rinvenuto alla fine degli anni nel 1969 nel cortile di una casa della frazione Riesci. Il corredo era costituito da pochi vasi di impasto grigiastro, tra cui un orcio fornito di prese a rocchetto, come negli analoghi vasi tardo neolitici di "Bellavista" . Osservando le caratteristiche tipologiche dell'idolo ( elementi di ispirazione orientale insieme ad altri di tipo occidentale), gli studiosi hanno visto in questa piccola scultura una testimonianza delle vicende del Salento Neolitico in quanto luogo situato al centro delle grandi correnti culturali del Bacino del Mediterraneo. |
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