Campi Salentina si poggia nella piana di Lecce, una leggera depressione della pianura salentina, dove l'abbondanza di acque sorgive ne hanno fatto un angolo veramente incantevole e ricco di preziosi valori paesaggistici: una florida campagna generosa di vigneti ed oliveti tra cui fanno capolino qua e là ville e masserie, testimonianze di quell'architettura rurale tipica del Salento. La storia di Campi si può far risalire all'Età del Bronzo, la presenza di alcuni menhir, infatti, lasciano supporre che già a quell'epoca il luogo fosse popolato. Una data più certa sulle origini del paese potrebbe essere il 926 d.c. epoca delle terribili invasioni saracene, che distrussero i casali vicini di Afra, Bagnara, Firmignano, Ainoli e Terenzano, costringendo i profughi a cercare altrove riparo. Evidentemente qui trovarono le condizioni ideali per la sopravvivenza e la difesa. Nell'XI secolo con lo stabilirsi dei Normanni, Campi entrò a far parte della Contea di Lecce e divenne sede della diocesi, dopo che re Tancredi d'Altavilla fece dono della città al Vescovo di Lecce. Inizia, così, un lungo periodo feudale che si concluderà solo nel XIX secolo, che vide l'avvicendarsi a Campi di diversi signori. Dopo l'epoca Normanna Campi passò sotto al dominio degli Svevi e nel 1220 l'imperatore Federico II vi fece costruire un castello, che scelse come residenza estiva. Nel 1406 la città fu donata a Carlo Maremonti che ne divenne barone, e rimase di proprietà della famiglia fino al 1522. Fu in questo periodo che vennero apportate delle modifiche in stile prima medievale e poi cinquecentesco al castello. Nel 1522 Campi venne acquistata dai Paladini, un secolo dopo Maria, unica erede, sposerà Giovanni Enriquez, e sotto la sua dinastia la cittadina viene elevata a Marchesato con Regio Decreto del 1627di Filippo II di Spagna. In questa occasione il castello fu trasformato nell'attuale Palazzo Marchesale. Fu per volontà di Giovanni che il 6/11/1628 venne fondata la casa dei Padri Scolopi e istituite le scuole Pie: la prima scuola in Puglia aperta al popolo, destinata a segnare profondamente la storia successiva della città, conferendole notevole prestigio. Teresa Erriquez, unica erede di Giovanni, sposa Giovanni Filomarino, ma alla sua morte il feudo si costituisce in Comune e passa sotto la corona dei Borboni, rimanendovi fino all'arrivo di Garibaldi. Anche a Campi ci fu una significativa attività antiborbonica e di sostegno a Napoleone Bonaparte, che scatenò, con il ritorno a Napoli di Ferdinando IV di Borbone una dura politica repressiva. Si rimisero in funzione le antiche forche di via Taranto, nella località ancora oggi detta "Le Furche". Diverse sono le testimonianze storico-artistiche presenti in città tra cui spiccano il Palazzo Marchesale, la Chiesa Collegiata Santa Maria delle Grazie e la Chiesa di Sant'Oronzo. L'economia di Campi ha sempre avuto una forte vocazione agricola ed ha svolto nel corso dei secoli un ruolo strategico e centrale per le attività economiche del circondario. Non è un caso se lo stemma della città raffigura un covone, simbolo di quella fertilità e quell'abbondanza di grano che ne hanno fatto "Il granaio di Terra d'Otranto" . Lo stesso toponimo Campi allude proprio alla campagna, da sempre la risorsa che più di ogni altra ne ha caratterizzato il tessuto socio-economico. Nel 1788 un decreto di Ferdinando IV di Borbone stabiliva che fossero fissati i prezzi dei cereali e del vino proprio a Campi, dove già dal 1747, sempre per volontà del sovrano, si teneva un'importante fiera dei cereali e dei bestiami, che ancora oggi si organizza. (fonte: sito ufficiale Comune di Campi Salentina)
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