Carpignano Salentino, situato sull'antico asse viario della via Traiana-Costantiniana, dista dal capoluogo di provincia 25 km. Posto a circa 70 m sul livello del mare, da cui dista 12 km ha una popolazione di 3.900 abitanti, compreso il vicino centro di Serrano, divenuto frazione del comune carpignanese all'indomani dell'Unità d'Italia. Percorriamo una delle strade vicinali che ancora oggi presentano i caratteristici solchi scavati nella roccia, le cosiddette carambule, tracce del secolare passaggio dei carri. In lontananza si scorge la masseria turriforme Sciusciu, una delle tante dimore rurali disseminate nell'entroterra salentino. Nelle vicinanze della masseria corre l'antica arteria stradale che collegava Lecce ad Otranto, sorta probabilmente in età Costantiniana è segno tangibile della presenza romana nella zona. Il percorso è stato ricostruito con certezza fino a San Cosimo, antica grancia dipendente dall'abbazia di San Nicola di Casole. Qui, anticamente sorgeva la chiesa dei Santi Cosimo e Damiano di cui oggi restano solo ruderi. Questo spazio un tempo ospitava la millenaria fiera dedicata ai due Santi, punto d'incontro di contadini e mercanti della zona. A distanza di mille anni il 1°novembre si svolge ancora ormai per le strade di Carpignano l'antica fiera, conosciuta come Fiera Ognissanti. Nella chiesa parrocchiale si venerano le statue dei Santi Cosimo e Damiano, con afflusso notevole dai paesi della Grecìa Salentina, ricorrendo in quel giorno nel calendario bizantino la festa dedicata ai due Santi. Sull'antico asse viario si trova anche la Cripta Bizantina di Santa Cristina. Intorno al IX-X secolo i monaci Basiliani fuggiti dall'Oriente Bizantino ripararono nelle regioni di lingua greca. La Cripta Bizantina, prima testimonianza del rito greco in Carpignano, conserva affreschi risalenti almeno al X secolo. Ma le origini di Carpignano sono ancora più remote. Ne sono testimonianza i quattro menhir, di cui oggi rimangono solo due: il menhir Grassi e il menhir Croce Grande o Staurotomèa, entrambi molto ridotti in altezza anche a causa di chi un tempo sperava di trovare sotto di essi leggendari tesori, le famose "acchiature". Altre testimonianze dell'età rupestre sono le neviere, anfratti sotterranei profondi circa tre - quattro metri, riadattati intorno al XIII-XIV secolo come depositi per conservare la neve, dato che in passato il clima salentino era molto più rigido di quello attuale. Nello stesso fondo si erge la colombaia più grande ed austera della penisola Salentina fatta costruire nella seconda metà del 1400 dagli antichi signori del luogo. Sulla porta gli stemmi dei del Balzo ai lati e dei del Balzo-Brienne al centro. Oltre a questa ve ne sono altre due, anch'esse in buone condizioni. (fonte: sito ufficiale Comune di Carpignano Salentino)
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